Alessandro Antonelli
Alessandro Antonelli (Ghemme, 14 luglio 1798 – Torino, 18 ottobre 1888) è stato un architetto italiano. La sua opera più nota è la Mole Antonelliana.

Compì gli studi prima a Milano e poi a Torino e svolse per quattro anni attività negli uffici tecnici demaniali. Vincitore di un concorso dell'Accademia Albertina, si recò nel 1828 a Roma, dove approfondì lo studio della geometria descrittiva.
Elaborò presto una concezione funzionale dell'architettura, che gli suggerì un ambizioso piano di sistemazione urbanistica del centro storico di Torino. A lui lo scrittore Sebastiano Vassalli ha dedicato un libro, "Cuore di pietra" (Einaudi).
Tornato in tale città, dal 1836 al 1857, divenne professore di architettura all'Albertina. Svolse attività politica, come deputato al Parlamento subalpino, consigliere comunale a Torino e provinciale a Novara. Numerose le opere del periodo: case padronali, la sede del comune e il Santuario di Boca (la cui cupola non venne mai terminata a causa di pericolo di crollo), la villa di Romagnano Sesia, l'ospizio degli orfani ad Alessandria, i piani regolatori di Ferrara e Novara, fanno anche parte della mole Antonelliana, la chiesa di San Clemente e l'Asilo de Medici, entrambe di Bellinzago Novarese, centro urbano nei pressi di Novara.
Ancora nel novarese è da ricordare la chiesa parrocchiale di Borgolavezzaro (1858-1862) anche in questo caso doveva essere realizzata la cupola ma non costruita per i costi troppo elevati per l'economia del paese.
A Novara, di particolare interesse, la cupola della basilica di San Gaudenzio, terminata nel 1887; ardita costruzione interamente in mattoni, alta 121 m, che si accorda con la Basilica manierista; casa Bossi, uno dei migliori esempi di architettura civile ottocentesca ed il duomo.
La tecnica costruttiva dell'Antonelli ebbe una conferma più tardi nel 1863 con il progetto della Mole Antonelliana, che prende il nome proprio dal suo ideatore, a Torino, alta 167,50 m, caratteristica soprattutto per la cupola piramidale che continua in un'altissima cuspide. L'adozione di nervature in ferro permise la massima tensione della sottilissima muratura. L'opera segna quindi il momento in cui il revival gotico si innesta su alcune conquiste tecnologiche del tutto moderne.
L'edificio della Mole Antonelliana, iniziato nel 1863 quale sede del tempio israelitico, venne portato a termine nel 1897 a cura del comune, che lo destinò a sede del Museo del Risorgimento. Oggi la Mole ospita il Museo nazionale del Cinema. Demolita da un uragano nel 1953, la guglia viene ricostruita nel 1960 sui progetti originali.
Alessandro Antonelli morì nel 1888 e fu sepolto nel cimitero di Maggiora.

Fonte: Wikipedia





La Casa
Casa Bossi è una residenza di Novara opera ottocentesca dell'architetto Alessandro Antonelli.

L'edificio venne commissionato nel 1857 ad Alessandro Antonelli da Luigi Desanti, nobiluomo corso, che aveva acquistato a Novara il fabricato settecentesco appartenente alla marchesa Amalia Coconito di Montiglio, situato nell'antica contrada di Sant'Agata.
Alessandro Antonelli dallo stesso anno iniziò i lavori di modifica e di ampliamento dell'edificio, completando la facciata nel 1859. Un importante descrizione sul fabricato ci è dato da un documento notarile del 1864, anno in cui Luigi Desanti ipotecò l'edificio a favore dell' ospedale Maggiore della Carità di Novara.
Nel 1865 le costruzioni adiacenti all'edificio furono definitivamente demolite, rendendo così possibile il prolungamento di via Pier Lombardo direttamente sul baluardo. Iniziarono quindi i lavori di rifinitura della facciata laterale, sulla quale si apre il portone di entrata principale.
Nello stesso anno morì il committente e l'edificio venne ereditato dalle tre figlie, Carlotta Talenti, Luigia Penazzo e Bianca Merialdi, che quindici anni dopo, il 29 dicembre del 1880 vendettero la proprietà al cavaliere Carlo Bossi.
Nel 1927 Carlo Bossi lasciò in eredita l'edificio al figlio Ettore, ed alla figlia Emma Bossi Acerbi Bertone. Nel 1935 gli fu affiancato sulla facciata settentrionale un nuovo corpo di fabbrica che ne nascose interamente le decorazioni. Furono inoltre aggiunti balconi di raccordo fra Casa Bossi e il nuovo edificio.
Alla morte di Ettore Bossi, avvenuta nel 1951 l'edificio passò al "Civico istituto Dominioni", che nel 1970 ne vendette la maggior parte degli arredi all'asta. Il degrado della costruzione costringe al rifacimento della copertura nel 1999; arredi e decorazioni vengono asportati da incursioni vandaliche e alcune entrate sulla facciata principale verso il giardino vengono chiuse.

Fonte: Wikipedia
Comitato d'Amore per Casa Bossi
Cell. 348.2513977
info: casabossinovara@gmail.com
webmaster: nerocancello@hotmail.it
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